04 apr 2011

La seconda parte della mia intervista nello shockante docu-web sulla situazione delle carceri italiane

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Oggi è stata pubblicata la seconda parte della mia intervista all’interno del Docu-web realizzato da Ambrogio Crespi sull’Ospedale psichiatrico di Aversa e sulle condizioni allarmanti in cui versa la maggior parte delle strutture penitenziarie.
Insieme a me i colleghi Rita Bernardini e Ignazio Marino.

Il mio impegno è massimo e per questo sto pianificando una visita personale nel carcere di Aversa. Da parlamentare della Repubblica ho il dovere di andare a verificare di persona le condizioni di vita in quella struttura, sulla quale per altro ci sono altre valutazioni da fare che riguardano la permanenza in vita degli ospedali psichiatrici giudiziari. La legge Basaglia chiuse i manicomi in Italia; di fatto ancora oggi quelli sono dei luoghi in cui le condizioni di vita come abbiamo visto nella struttura di Aversa sono francamente inaccettabili e dove a maggior ragione si contraddice l’impegno rieducativo della pena, ma anche la tutela della salute dei detenuti malati che risiedono in quelle strutture, e questo è ancora più grave.

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28 mar 2011

La prima parte della mia intervista nello shockante docu-web sulla situazione delle carceri italiane

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Ambrogio Crespi ha realizzato un “Docu-web” sull’Ospedale psichiatrico di Aversa e sulle preoccupanti condizioni della maggior parte delle strutture penitenziarie italiane. Di fronte alla drammaticità della situazione delle carceri italiane non si può restare indifferenti, per questo ho deciso anche io di partecipare alla prima parte di questo progetto, nel quale figurano anche interventi dei colleghi Ignazio Marino e Rita Bernardini.

Il problema è serissimo e la vita all’interno di queste strutture è diventata insostenibile soprattutto a causa del sovraffollamento che va al di là di ogni limite di sopportazione, offendendo la dignità della persona.
Nella nostra società la pena deve avere un valore rieducativo che deve essere garantito tra l’altro dal rispetto di un certo tenore di vita all’interno delle carceri italiane.
Non possiamo assolutamente accettare che tali condizioni traducano la pena in modo punitivo, perché questo contraddice i principi base del garantismo in Italia.

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23 mar 2011

Nostra base deciderà linea su nucleare

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“Avevamo promesso che Futuro e Libertà sarebbe stato il partito della partecipazione e della democrazia interna. Lo facciamo davvero. Ad esempio a giugno gli italiani dovranno decidere cosa votare al referendum per il ritorno dell’atomo nel nostro Paese e noi vogliamo interpellare la nostra base per sapere cosa ne pensa perché quello che è successo in Giappone cambia tutto. Per questo nei prossimi giorni invieremo un questionario a tutti gli iscritti di Futuro e Libertà perché prima di decidere vogliamo conoscere il loro pensiero. E questo è quello che fa un vero partito che si fonda sulla democrazia interna e punta alla partecipazione attiva della base”.

Con queste parole il vicepresidente di Futuro e Libertà, Italo Bocchino, lancia, il primo forum di discussione attraverso il quale tutti gli iscritti di Futuro e Libertà potranno dire la loro su come il partito dovrà comportarsi in vista del referendum sul nucleare.

REFERENDUM SUL NUCLEARE, DI’ LA TUA!

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17 mar 2011

17 marzo: sia festa nazionale

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Il 17 marzo? Facciamone un appuntamento fisso, una ricorrenza come il 2 giugno. Non solo “cifre tonde”, quindi, ma una festa che ogni anno ci ricordi che siamo italiani e che, tutto sommato, dobbiamo esserne fieri. La proposta arriva da Gianfranco Paglia, medaglia d’oro al valore militare e deputato di Futuro e libertà. Che dei parlamentari leghisti che disertano le celebrazioni dice: «Io in privato con i deputati della Lega ci parlo. Quando non ci sono in giro telecamere o giornalisti nessuno parla di secessione, anzi. Ci sono colleghi leghisti che hanno indossato l’uniforme, non posso immaginare che non si sentano fieri di essere italiani esattamente come noi, chi fa polemica vuole solo avere il titolo sui giornali. Sono stato nove mesi in Veneto per le mie terapie e le posso garantire che non c’era nessuno che manifestava sentimenti anti-italiani». Ma al di là della bufera scatenata dal Carroccio e dal folklore malsano di chi non perde occasione per smarcarsi dal tricolore, c’è ancora un’Italia che merita di essere ricordata. Paglia pensa in particolare «ai ragazzi della spedizione dei mille, per la maggior parte giovani proprio del Nord. Agli ultimi, dal contadino sconosciuto che avrà contribuito all’unità d’Italia offrendo da mangiare ai garibaldini agli eroi civili dei nostri centocinquant’anni di storia». Ma anche a Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e Giorgio Ambrosoli, «persone che hanno sacrificato la vita per un ideale. Dal più noto all’italiano destinato a restare anonimo». Tra i pochissimi italiani viventi a vantare una fiction tv sulla sua biografia, oggi l’eroe di Mogadiscio dedica anche un pensiero ai suoi commilitoni: «Per me è il primo pensiero. Starò con il cellulare acceso h24. Ho tanti amici nella Folgore che in queste ore sono in Afghanistan. Lì la situazione è molto calda e c’è poco da festeggiare, ma è il loro lavoro e ne sono coscienti».

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14 mar 2011

La Costituzione non si cambia a colpi di maggioranza

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All’attacco di Silvio Berlusconi che lo ha accusato di aver ostacolato fin qui la riforma della giustizia, Gianfranco Fini risponde colpo su colpo. Intervistato a Sky Tg24, il presidente della Camera spiega che il premier «ora ha bisogno di un capro espiatorio e se mi dà la responsabilità della mancata riforma, me la prendo. Ma le norme proposte – ci tiene a puntualizzare – non facevano l’interesse generale». E anche sulla presunta «dittatura dei giudici» il leader di Fli è in disaccordo con il presidente del Consiglio. «Non credo che in Italia ci sia, né dei giudici né dei magistrati», precisa.

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