25 nov 2011

No al sottosegretario sulle carceri, ma il governo Monti inserisca il problema in agenda

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Il problema delle carceri non si risolve assegnando una poltrona da sottosegretario in più (come richiesto dall’onorevole Rita Bernardini), ma con un’azione combinata tra Governo e Parlamento che dia vita a un progetto di riorganizzazione degli istituti di detenzione.

Condizioni di detenzione pessime, una Polizia Penitenziaria con un organico ridotto all’osso e il grave problema del sovraffollamento rendono la ‘questione carceri’ un’emergenza sociale che va affrontata con urgenza edeterminazione, come chiede il Presidente Napolitano.

E’ giusto che l’esecutivo Monti, che dovrà fare fronte a tutte le emergenze del Paese che non sono solo economiche, inserisca nel suo programma di governo anche politiche volte a risolvere il problema dei penitenziari e a restituire dignità ai detenuti, ma è necessario anche che utilizzi tutte le risorse disponibili per dare concretezza alla sua azione.

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20 ott 2011

Fecondazione, adesione a ricorso contro legge 40 a Corte Europea dei Diritti dell’Uomo

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Insieme a decine di parlamentari italiani abbiamo deciso di aderire alla costituzione dell’Associazione Luca Coscioni nel giudizio pendente davanti alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU) sul caso di una coppia italiana portatrice di fibrosi cistica a cui, in base alla legge 40, è stato impedito di accedere alla fecondazione assistita, ai fini della diagnosi preimpianto“. Lo annunciano in una nota le deputate di Futuro e Libertà per l’Italia, Chiara Moroni e Flavia Perina.

Non auspichiamo il far west procreativo, né la selezione eugenetica dei nascituri - spiegano -. Ci accontenteremmo di una regolamentazione che consentisse di ricorrere alla fecondazione assistita e alla diagnosi preimpianto per prevenire la trasmissione di malattie genetiche, come ha fatto recentemente, partendo da posizioni estremamente prudenti, il parlamento tedesco. Quando le leggi, come in questo caso, contrastano in modo evidente con la sensibilità prevalente nell’opinione pubblica, ne emerge il lato più arbitrario e discriminatorio. Per questo speriamo che la CEDU, la cui giurisprudenza è una fonte di diritto importante anche a fini interni, provveda a riportare ordine laddove la legge diffonde solo disordine”, concludono Perina e Moroni.

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23 set 2011

Non si confonda garantismo con impunità

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Berlusconi non confonda garantismo con impunità e non strattoni il garantismo per ragioni di opportunità politica. Noi siamo e saremo sempre garantisti e allo stesso modo combatteremo i tentativi di chi vuole confondere la garanzia di giustizia con il salvare se stesso.

Il voto segreto è la massima espressione di garantismo perché permette ad ogni singolo parlamentare di rispondere esclusivamente alla sua coscienza, senza poter essere condizionato da ordini di partito.

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12 lug 2011

Una legge etica con pregiudizio ideologico

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“Intervengo solo per svolgere due riflessioni su questo articolo che insieme ad altri contiene il «cuore truffaldino» di questa proposta di legge che, da un lato, permette ai cittadini di fare le dichiarazioni anticipate di trattamento per poi negarle sulla base del fatto che il medico può prenderle in considerazione, ma non è tenuto a darne seguito.

Ancora una volta siamo di fronte a una volontà arrogante e forzosa del Parlamento che vuole approvare una legge etica con un pregiudizio ideologico e con una chiara vocazione di tattica politica da parte di questa maggioranza che forse pensa di compensare il pessimo esempio etico e morale della classe dirigente con una proposta di legge che piace alle gerarchie ecclesiastiche, e lo fa sulla pelle dei cittadini italiani, privandoli della possibilità di scegliere della propria vita, di uniformarla al proprio codice etico e morale.

È di una violenza e di un’arroganza francamente inaccettabile che il Parlamento pensi di elevarsi a estensore di un codice etico e morale che, votato a maggioranza semplice, diventa codice etico e morale dell’intera società italiana. I cittadini si incaricheranno, com’è già stato già fatto con la legge 40 del 2004, di manifestarne tutte le incongruenze incaricando la magistratura di difendere i propri diritti di scelta.

Ancora una volta la politica abdica al proprio ruolo, che non è quello di imporre un’etica di parte, ma è quello di difendere i diritti dei cittadini e di permettere loro di esercitarli. Questo articolo in particolare rende evidente l’impostazione ideologica, perché da un lato nega la possibilità delle Dichiarazioni Anticipate di Trattamento e dall’altro, ancora una volta, dichiara un principio che è di chiara matrice religiosa”.

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22 feb 2011

Quella forza che Futuro e Libertà trova nelle idee nuove

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La forza di Futuro e Libertà non risiede nei suoi leader, reali e presunti, di ogni ordine e grado. La linfa vitale di questo nuovo progetto politico non sono e non devono essere i politici di lungo corso che in esso sono confluiti, affermatesi nell’ambito di un sistema e secondo regole e prassi che segnano il passo e che la società civile sempre più chiaramente e diffusamente sta rinnegando.
Scambi di poltrone, esigenze di ruoli, pretese e “riscossioni”, conflitti personali e ripicche di correnti e gruppi non sono la politica, sono l’incarnazione che di essa hanno dato coloro che, da ogni parte, avevano promesso all’inizio degli anni Novanta il cambiamento e il rinnovamento della politica e del Paese, e che al contrario hanno ci hanno condotto alla situazione limite in cui versiamo.
Il numero di parlamentari entrati o usciti dai gruppi di Camera e Senato, le testate giornalistiche “favorevoli”, gli intellettuali più o meno vicini, chi alza la voce, chi insulta, chi si dichiara favorevole, che cambia idea, chi non vuole un certo leader, chi lo vuole ad ogni costo costituiscono un grande limite per un partito che vuole essere diverso, nuovo, innovativo proiettato al futuro.
Tutto questo costituisce un limite sia sul versante del consenso elettorale e del seguito popolare, sia dal punto di vista delle dinamiche interne al sistema politico.
Nel primo caso Fli rischia di riprodurre quei meccanismi propri di una politica becera e inutile di cui i cittadini sono stanchi e che a maggior ragione mal sopportano in un movimento politico che da mesi promette cambi di rotta e di prassi.
Nel seconda caso, Futuro e Libertà è ancora troppo “debole”, dal punto di vista del consenso popolare, della numerosità in parlamento, della stabilità identitaria e organizzativa per potersi confrontare ad armi pari nell’ambito di un sistema politico omologato e dominati da partiti che su queste dinamiche hanno fondato tutto il loro potere e la loro forza. Dare spazio e confrontarsi con vecchie logiche e prassi obsolete significa per Fli inserirsi in un sistema partitico nel quale rischia di soccombere.
La forza di Futuro e Libertà è data dalle idee e dalle prospettive messe in campo, che sole possono dare sostanza al movimento e credibilità all’azione politica, ma anche dai cittadini che hanno bisogno di veder cambiare non solo l’interpretazione corrente della destra italiana, ma lo stesso intero sistema politico.
Che rappresentanti della vecchia politica abbandonino il progetto di Futuro e Libertà non sembra quindi, in definitiva, un limite o un rischio per il suo futuro. Che il nuovo movimento trovi nella società civile le persone nuove per un partito nuovo, si affidi in nome della meritocrazia, a individui davvero preparati e competenti che, guidati da un leader che lavori per le idee e non per il potere, sappiano ricostruire con la forza dell’originalità e della trasparenza un sistema politico ormai al collasso, in deficit di legittimità e di credibilità. Questa sì sarebbe una pacifica rivoluzione, basata sui contenuti e non sugli annunci, sulle scelte concrete e non sulle false dichiarazioni, che andrebbe a coinvolgere la parte sana della nostra società e potrebbe davvero cambiare prima la politica e poi con essa il nostro Paese.
La forza di Futuro e Libertà sta nel nuovo: nel nuovo delle sue idee, della sua organizzazione, delle persone che vorranno incarnarlo, delle prassi politiche e di sistema che saprà mettere in campo. Esso deve quindi lasciare andare insieme alle persone, logiche e regole della vecchia politica che certo non gli possono garantire consenso e legittimità, ma che al contrario lo ancorano pesantemente a un sistema che la società civile non vuole può sostenere e avallare con il proprio voto.

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:-)