08 mar 2012

Dedichiamo questa festa alle donne cooperanti impegnate in paesi di guerra

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Oggi vorrei rivolgere il mio pensiero a tutte quelle donne cooperanti, impegnate nei paesi di guerra che quotidianamente rischiano la vita per aiutare il prossimo. Il loro è un lavoro prezioso e spesso sottovalutato, e per questo voglio dirgli grazie. Ma voglio anche ricordare tutte quelle donne e madri che hanno scelto di accudire la famiglia e i figli, rinunciando alla carriera e alle proprie ambizioni. Una sconfitta per il nostro Paese che ancora non consente alle donne di realizzarsi professionalmente e di conciliare la nascita di un figlio con il lavoro. Questo questo pomeriggio, alle ore 15 presso la sede di via Poli, riunirà il coordinamento nazionale delle donne di Futuro e Libertà per discutere le linee guida di una riforma necessaria che includa sempre di più le donne nel mondo del lavoro e porti al raggiungimento dell’obiettivo fissato dal Trattato di Lisbona del 60% di occupazione femminile.

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25 nov 2011

No al sottosegretario sulle carceri, ma il governo Monti inserisca il problema in agenda

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Il problema delle carceri non si risolve assegnando una poltrona da sottosegretario in più (come richiesto dall’onorevole Rita Bernardini), ma con un’azione combinata tra Governo e Parlamento che dia vita a un progetto di riorganizzazione degli istituti di detenzione.

Condizioni di detenzione pessime, una Polizia Penitenziaria con un organico ridotto all’osso e il grave problema del sovraffollamento rendono la ‘questione carceri’ un’emergenza sociale che va affrontata con urgenza edeterminazione, come chiede il Presidente Napolitano.

E’ giusto che l’esecutivo Monti, che dovrà fare fronte a tutte le emergenze del Paese che non sono solo economiche, inserisca nel suo programma di governo anche politiche volte a risolvere il problema dei penitenziari e a restituire dignità ai detenuti, ma è necessario anche che utilizzi tutte le risorse disponibili per dare concretezza alla sua azione.

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20 ott 2011

Fecondazione, adesione a ricorso contro legge 40 a Corte Europea dei Diritti dell’Uomo

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Insieme a decine di parlamentari italiani abbiamo deciso di aderire alla costituzione dell’Associazione Luca Coscioni nel giudizio pendente davanti alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU) sul caso di una coppia italiana portatrice di fibrosi cistica a cui, in base alla legge 40, è stato impedito di accedere alla fecondazione assistita, ai fini della diagnosi preimpianto“. Lo annunciano in una nota le deputate di Futuro e Libertà per l’Italia, Chiara Moroni e Flavia Perina.

Non auspichiamo il far west procreativo, né la selezione eugenetica dei nascituri - spiegano -. Ci accontenteremmo di una regolamentazione che consentisse di ricorrere alla fecondazione assistita e alla diagnosi preimpianto per prevenire la trasmissione di malattie genetiche, come ha fatto recentemente, partendo da posizioni estremamente prudenti, il parlamento tedesco. Quando le leggi, come in questo caso, contrastano in modo evidente con la sensibilità prevalente nell’opinione pubblica, ne emerge il lato più arbitrario e discriminatorio. Per questo speriamo che la CEDU, la cui giurisprudenza è una fonte di diritto importante anche a fini interni, provveda a riportare ordine laddove la legge diffonde solo disordine”, concludono Perina e Moroni.

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23 set 2011

Non si confonda garantismo con impunità

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Berlusconi non confonda garantismo con impunità e non strattoni il garantismo per ragioni di opportunità politica. Noi siamo e saremo sempre garantisti e allo stesso modo combatteremo i tentativi di chi vuole confondere la garanzia di giustizia con il salvare se stesso.

Il voto segreto è la massima espressione di garantismo perché permette ad ogni singolo parlamentare di rispondere esclusivamente alla sua coscienza, senza poter essere condizionato da ordini di partito.

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12 lug 2011

Una legge etica con pregiudizio ideologico

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“Intervengo solo per svolgere due riflessioni su questo articolo che insieme ad altri contiene il «cuore truffaldino» di questa proposta di legge che, da un lato, permette ai cittadini di fare le dichiarazioni anticipate di trattamento per poi negarle sulla base del fatto che il medico può prenderle in considerazione, ma non è tenuto a darne seguito.

Ancora una volta siamo di fronte a una volontà arrogante e forzosa del Parlamento che vuole approvare una legge etica con un pregiudizio ideologico e con una chiara vocazione di tattica politica da parte di questa maggioranza che forse pensa di compensare il pessimo esempio etico e morale della classe dirigente con una proposta di legge che piace alle gerarchie ecclesiastiche, e lo fa sulla pelle dei cittadini italiani, privandoli della possibilità di scegliere della propria vita, di uniformarla al proprio codice etico e morale.

È di una violenza e di un’arroganza francamente inaccettabile che il Parlamento pensi di elevarsi a estensore di un codice etico e morale che, votato a maggioranza semplice, diventa codice etico e morale dell’intera società italiana. I cittadini si incaricheranno, com’è già stato già fatto con la legge 40 del 2004, di manifestarne tutte le incongruenze incaricando la magistratura di difendere i propri diritti di scelta.

Ancora una volta la politica abdica al proprio ruolo, che non è quello di imporre un’etica di parte, ma è quello di difendere i diritti dei cittadini e di permettere loro di esercitarli. Questo articolo in particolare rende evidente l’impostazione ideologica, perché da un lato nega la possibilità delle Dichiarazioni Anticipate di Trattamento e dall’altro, ancora una volta, dichiara un principio che è di chiara matrice religiosa”.

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