17 feb 2012
Assicurare una presenza femminile all’interno dei Cda delle aziende a controllo pubblico è un ulteriore passo verso il superamento di tutte quelle barriere che ancora oggi discriminano e limitano le donne nell’ambito della loro carriera professionale.
Non condivido il concetto di quota rosa in quanto rappresenta un’auto-discriminazione per le donne stesse ed è la negazione del merito, ma concordo sul fatto che è necessario utilizzarle in via provvisoria per consentire alle lavoratrici di accedere a quei ruoli apicali dai quali sono tagliate fuori.
Tag: cda, donne, lavoro
Pubblicato in fli |
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16 feb 2012
La riforma del mercato del lavoro va affrontata con responsabilità e senza veti né da una parte né dall’altra. Al Paese serve una riforma che sia in grado di rimettere in moto l’economia, di trasformare la precarietà in opportunità, di creare occupazione e sviluppo, e di adeguarsi alle esigenze di un mercato dinamico che ha bocciato con i fatti – e il crescente tasso di disoccupazione n’è la prova – il sistema attuale.
Il governo sta andando nella direzione giusta, riconoscendo nella flessibilità un valore aggiunto e un’opportunità per giovani e donne che sono i veri esclusi, ma non faccia l’errore di concentrare questa grande battaglia rivoluzionaria sull’art.18 che certo non rappresenta la principale questione da affrontare. La riforma del mercato del lavoro va fatta a 360 gradi, evitando che il confronto si sposti su un piano ideologico, e tenendo ben presente che l’eventuale modifica dell’art.18 rappresenta solo uno dei tanti interventi che potranno essere affrontati successivamente e con serenità, quando il Paese sarà nuovamente in grado di rispondere con un’offerta competitiva alla domanda che arriva dal mercato.
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14 feb 2012
L’incontro di domani tra il ministro Fornero e le parti sociali può rappresentare un ulteriore passo in avanti verso la tanto attesa riforma del lavoro. Ma è necessario che ci si sieda al tavolo senza vincoli ideologici e si affronti anche il problema dell’occupazione delle donne che oggi soffrono l’assenza di opportunità e di servizi per l’infanzia.
Le donne italiane vogliono contribuire al rilancio della nostra economia ma è necessario creare le condizioni perché ciò avvenga. Piano di conciliazione per conciliare i tempi di cura della famiglia con quelli di lavoro, contrasto duro alla pratica del licenziamento in bianco che colpisce circa 2 milioni di lavoratrici a tempo indeterminato, congedi parentali anche per i padri ed eliminazione del gap salariale tra uomo e donna, sono solo alcuni degli aspetti che necessariamente vanno affrontati e risolti per arrivare a una riforma rivoluzionaria del mercato del lavoro.
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I dati emersi dal Rapporto sulla coesione sociale, diffuso da Inps, Istat e Ministero del Lavoro, evidenziano come ancora oggi le donne siano vittime del “gender pay gap”, ovvero percepiscono in media stipendi più bassi del 20% rispetto ai loro colleghi di sesso maschile. Il recepimento della Direttiva 54 non basta da solo a cancellare questa discriminazione che ancora pone le lavoratrici un gradino al di sotto degli uomini.
È sempre più difficile che le donne denuncino il loro datore di lavoro, perché temono di perdere il posto o addirittura perché si trovano sotto la costante minaccia della pratica disumana del ‘licenziamento in bianco’. Per questo è necessario intervenire affinché venga dato seguito al recepimento della Direttiva 54, inasprendo i controlli e punendo, con le ammende e il carcere come previsto dalle legge, coloro i quali mettono in atto tali discriminazioni o non ottemperano alla sentenza del giudice che accerta la discriminazione.
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08 feb 2012
Il vicepresidente di Futuro e libertà Italo Bocchino ha nominato l’on. Chiara Moroni coordinatrice nazionale delle donne di Fli, con l’obiettivo di avviare una serie di iniziative politiche, parlamentari e legislative tese a valorizzare il ruolo delle donne italiane, escluse in misura eccessiva rispetto ad altri paesi dal mercato del lavoro e dalla partecipazione politica.
“L’Italia – ha sostenuto Bocchino nel conferire l’incarico a Chiara Moroni – ha bisogno di una grande piano per la conciliazione che favorendo l’occupazione femminile aiuta la crescita economica e riequilibri socialmente i carichi che le famiglie italiane sopportano”.
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La modifica della legge elettorale è una priorità e va fatta prima della fine della legislatura, insieme al taglio del numero dei parlamentari e al riequilibrio dei poteri tra Camera e Senato. Ma è importante che le forze politiche che oggi si dicono disponibili a cancellare il ‘porcellum’, tengano ben presente la necessità di garantire una maggiore presenza di donne all’interno delle istituzioni.
Non parlo di quote rosa che sono di fatto uno strumento di auto discriminazione per le stesse donne impegnate in politica, ma di un impegno da parte dei partiti a concedere alle donne le stesse opportunità di cui oggi possono godere gli uomini. Leggi tutto…
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Gent.ma Onorevole, Veda NON tutti hanno la grandissima fortuna di portare un COGNOME come il Suo,dove il GARANTISMO è di casa ... »