20 gen 2012

I licenziamenti in bianco sono un ostacolo per lo sviluppo. Il governo intervenga

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La riforma del mondo del lavoro va affrontata con coraggio, garantendo ai giovani e alle donne non solo la possibilità di trovare occupazione, ma anche di poter conservare il proprio posto di lavoro. Oggi sono 2 milioni i lavoratori a tempo indeterminato, soprattutto donne in stato di gravidanza, che vivono sotto la minaccia costante delle dimissioni in bianco. Una pratica ignobile che trasforma la ‘cacciata’ in dimissioni volontarie e non garantisce alcun tipo di tutela per il lavoratore che perde il posto di lavoro.

La politica ha il dovere di intervenire e di realizzare tutte quelle misure, come la conciliazione, i congedi parentali e il contrasto alla pratica disumana delle dimissioni in bianco, che assicurano, principalmente alle donne lavoratrici, di conservare la propria occupazione, di realizzarsi professionalmente e di poter curare la propria famiglia senza dover subire la minaccia del datore di lavoro ed essere obbligate alle dimissioni. Il ministro Fornero prosegua nel suo impegno per garantire ai lavoratori i loro diritti, e riparta proprio migliorando la legge 188 che l’ex ministro Sacconi ha pensato bene di eliminare.

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