Su taxi e farmacie il governo rischia un clamoroso “indietro tutta”. Numeri alla mano, infatti, in Parlamento non c’è una maggioranza favorevole alle misure. Mario Monti ne ha dovuto prendere atto ieri quando ha ricevuto – per prima – la delegazione del Terzo Polo. Anche loro, come Pdl e Lega, consigliano di rimandare o accantonare l’intervento sulle due categorie in rivolta.
Il presidente dell’Udc Pier Ferdinando Casini, il vicepresidente di Fli Italo Bocchino, il presidente di Api Francesco Rutelli hanno fatto ingresso a Palazzo Chigi alle tredici. «Sì alle liberalizzazioni, ma per prime quelle importanti, che svecchiano settori ostaggio dei poteri forti, come le banche o le assicurazioni», hanno detto. O, per esempio, la distribuzione del gas. «Intervenire ora su taxi e farmacie», invece, «rischia di bloccare tutto, far mancare i numeri». Meglio, secondo i tre, «rinviarle ad un secondo momento, più avanti». L’intenzione è maturata dopo due riunioni: la prima, che ha visto la partecipazione di 40 deputati, la seconda, ieri, con i soli leader, nello studio del presidente della Camera Gianfranco Fini. Una posizione, quella espressa a Monti, in linea con le dichiarazioni di molti parlamentari del Terzo Polo e, in particolare, con quelle di Chiara Moroni, Fli, che, addirittura, ha guidato in Parlamento l’opposizione alla liberalizzazione delle farmacie, definendola «punitiva» e «non utile». Leggi tutto…
Gent.ma Onorevole, Veda NON tutti hanno la grandissima fortuna di portare un COGNOME come il Suo,dove il GARANTISMO è di casa ... »